Antonio Caliendo: Nessuno prima di me

Il calcio e Antonio Caliendo si conoscono ormai da tanti anni.
Lui, il pallone, è da sempre l’amico di tutti, grandi e piccini che sognano di vederlo rotolare in rete, magari contro la squadra rivale;
Lui, Antonio da Mariglianella, gran lavoratore, sognatore, editore un po’ allenatore un po’ imprenditore, molto manager, diventa il primo procuratore sportivo della storia del calcio e traccia la linea di queste pagine.
Parliamo di calcio, il gioco che a Firenze dicono di avere inventato tanto tempo fa, chissà mai all’ombra del Palazzo della Signoria.
E così si parte dai verdi prati inglesi e si arriva in tutto il mondo.
E forse non è solo un caso che Caliendo, proprio a Firenze farà storia con il passaggio  del “suo” Roberto Baggio dai viola della Fiorentina alla Juventus, nemica storica.
Questo e tanto altro sono storia di una lunga serie di eventi/avvenimenti diventati cultura, storia di un lungo viaggio che dai club di cricket di fine ottocento, oggi, negli anni duemila, arriva in tutte le case del mondo e coinvolge folle oceaniche.
Il calcio è fatto di cose semplici e di tanto tanto lavoro.
Parole di per sé semplici di un uomo altrettanto semplice, che sa rendere semplici le cose complesse di un business che arriva ad essere milionario.
Parole di un uomo che giorno dopo giorno ha vissuto di “pallone”, respirando l’aria dei più grandi calciatori del pianeta.
Molti di loro li ha “creati” calciatori prima, campioni poi, curandosi delle loro esigenze quotidiane, prima ancora di quelle legate alla professione, relazionandoli subito dopo con l’ambiente calcio.
Un mondo, quello del calcio, complesso come pochi, perché apparentemente dorato, ma ricchissimo di sfumature sconosciute ai tifosi.
E così è sempre stato, sin da quando mi ricordo io!”
Caliendo riesce a parlarne distaccato come deve essere un vero professionista di altissimo livello, alternando però parole affettuose e premurose figlie dell’atteggiamento che solo un padre attento sa offrire.
Una vita nel calcio significa una miriade di emozioni.
Tre decenni spesi con il “gioco del pallone” rappresentano una specie di scrigno di fatti, avvenimenti piccoli e grandi; misteri e segreti che il popolo del calcio vorrebbe conoscere.

http://www.antoniocaliendo.com

 

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