Dopo una vacanza siamo stressati!

Perché dopo le vacanze ci si sente stanchi? Irritabilità, stanchezza, disturbi del sonno: è la sindrome da rientro. E allora meglio prendersi almeno un giorno “cuscinetto”. Secondo Corriere.it, al rientro dalle vacanze tre lavoratori su dieci si sentono male appena ritornano in ufficio. Colpa di quella che gli anglosassoni chiamano post vacation blues e noi in Italia abbiamo ribattezzato sindrome da rientro.

«È un disturbo dell’adattamento che può presentarsi con diversi sintomi nella fase di passaggio tra un periodo di allentamento delle tensioni e la ripresa delle abitudini ordinarie – spiega Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di neuroscienze dell’Ospedale Fatebenefratelli di Milano -. Quest’anno oltretutto, vista la crisi e la delicata situazione italiana, ci si aspetta il peggio: per molti il rientro dalle vacanze non è più associato solo al pensiero di smaltire pratiche lasciate in sospeso e di riorganizzare la routine famigliare, ma anche alle preoccupazioni relative al posto di lavoro. Il progetto non è più programmare l’immediato futuro, ma sperare di conservare il presente. In tali condizioni le attività cognitive possono diventare facile preda di ansia».

Quali sono i sintomi della sindrome da rientro? «Irritabilità, stanchezza profonda, difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno, mal di testa e talvolta perdita di peso sono alcuni dei più classici. Nel loro sviluppo gioca un ruolo chiave lo stress che agisce sul cosiddetto asse ipotalamo-ipofisi-surrene. L’ipotalamo controlla il rilascio di ormoni da parte dell’ipofisi che agiscono, a loro volta, sulle ghiandole surrenali, che producono i cosiddetti ormoni dello stress, come adrenalina e cortisolo. In genere durante un periodo di allentamento delle tensioni, come accade in vacanza, questo sistema si mette un po’ a riposo rispetto al ritmo abituale. Il rientro alla vita normale, specie se repentino, costringe però il sistema e, in particolare i surreni, a un superlavoro, cui non è immediatamente pronto, e così, diventa normale avere qualche difficoltà a rispondere alle esigenze della vita di sempre. Il rischio di sviluppare la sindrome da rientro è tanto maggiore quanto più il lavoro è di tipo intellettuale».

Come si può gestire questo fenomeno?
«Per riprende il menage lavorativo e famigliare con il piede giusto occorre prendersi almeno un giorno “cuscinetto” prima di recarsi in ufficio e cominciare gradualmente il lavoro, rinviando gli impegni più gravosi alla seconda metà della settimana. Poi bisogna resettare il ritmo sonno-veglia per rientrare con gradualità nei parametri standard nonché mettersi a regime sul piano alimentare con pasti equilibrati ricchi di frutta e verdura. E visto che spesso in vacanza si tende ad alzare più il gomito, meglio dare anche un taglio all’alcol. Infine è buona regola cercare di ritagliarsi sempre un po’ di spazio, per rilassarsi ma anche per fare un po’ di moto. Nella maggior parte dei casi quella da rientro è una sindrome passeggera. Può però capitare che i sintomi peggiorino fino a sfociare in disturbi d’ansia o di tipo depressivo. In questi casi meglio chiedere aiuto, indiziando dal proprio medico di famiglia».

Fonte Antonella Sparvoli (www.corriere.it)

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